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Intervento in Piazza dei Caduti
24 maggio 2019
§ 1. Una campagna positiva
Il mio intervento conclusivo ha come
scopo quello di far riflettere i
nostri compaesani su due cose che
sono fondamentali e che sono emerse in queste settimane di campagna elettorale.
La prima ha a che fare proprio con la campagna elettorale, la seconda ha a che
fare con ciò che succederà dopo le elezioni.
Io credo che questa campagna elettorale abbia già prodotto
molte cose positive. Qualcuno si è lamentato dei litigi, delle accese discussioni.
Personalmente trovo che si siano fatti dei passi avanti enormi rispetto al
recente passato. Si è discusso di quello che si è fatto, del come lo si è
fatto, di quello che si farà. Questa è politica, non litigio. E si è discusso
non solo tra i candidati, ma anche tra gli elettori. C’è stata grande
partecipazione, e questo è un altro risultato positivo. In particolare, voglio ringraziare i tanti giovani che si sono
fermati in piazza ad ascoltarci: è un atto di grande maturità e responsabilità,
che fa ben sperare. Non ho mai dato credito alle voci di chi dice che i giovani
“sono sempre peggio” e che in particolare non sono interessati alla politica.
Forse, se dimostrano di essere disinteressati è perché la politica ha mostrato
il suo volto peggiore e soprattutto perché non si è interessata di loro.
L’altra cosa che la campagna
elettorale ci dice è che Caloveto è già
cambiato, non è più quello di prima. Non è più, ad esempio un paese dove
l’amministrazione può fare quello che vuole. Già la presenza delle tre liste è
testimonianza di un impegno assunto da
molte persone, che sono certo sarà continuato anche in futuro, anche per
controllare l’operato dell’amministrazione. Ma soprattutto, Caloveto è già cambiato
perché durante questo periodo sono emerse molte di quelle energie positive alle quali ho fatto riferimento nel mio primo
comizio. Ho parlato con molte persone in questo periodo, anche sostenitrici di
liste diverse dalla mia, e sono certo che lavoreremo insieme per dare
prospettive al nostro paese, da dentro o da fuori l’amministrazione.
Le speranze che sono nate in questi
giorni non si lasceranno spegnere facilmente.
§ 2. La speranza
Ecco: il nostro impegno è quello di non lasciar morire queste speranze, e
anzi di farle diventare realtà quando saremo dentro l’amministrazione. Perché il
nostro impegno principale riguarda proprio questo: costruire un paese sulla speranza, e non sulla rassegnazione, sulla fiducia e sulla cooperazione e
non sulla paura.
Lo scambio di opinioni che abbiamo
avuto io e il sindaco Mazza sul tema
della sicurezza è molto di più che una polemica elettorale e va molto al di
là delle beghe sui poliziotti con la pistola (accusa peraltro che io non gli
avevo rivolto, ma si tratta di uno dei tanti fraintendimenti di questa
campagna). C’è dietro una visione opposta
del paese e dei suoi fondamenti. Certo che ci interessa la sicurezza che i
cittadini devono sentire; certo che c’è da garantire la vigilanza. E su questo
ci impegneremo, anche se siamo convinti che la questione dei vigili urbani non
sia così importante da richiedere di concentrarci tutta la politica di
Caloveto. Ma per noi la sicurezza deriva
innanzi tutto dai legami tra le persone, dai loro rapporti di buon
vicinato, dalla loro volontà di cooperazione.
E sappiamo bene che la situazione è molto complicata da questo
punto di vista. Quando ho avviato l’avventura di Cambia Caloveto, esattamente
un anno fa, partivo dalla constatazione che nel nostro paese si riesce a mettere
d’accordo due persone, ma non tre. E ne abbiamo avuto la prova nella formazione
delle liste. È stato tutto
molto difficile perché, lo sapete bene, a Caloveto ci sono molte inimicizie
incrociate. Bene, io posso dire che questa è una sfida che in parte abbiamo già
cominciato a vincere, ma soprattutto che è la sfida che vogliamo affrontare e
vincere per il futuro. Tutto il nostro operare, sul piano delle iniziative
economiche e sociali, avrà come obiettivo la ricostruzione del tessuto sociale.
Perché una comunità così drammaticamente divisa è una comunità che è già morta
e che non può offrire ai suoi figli nulla di positivo.
§ 3. Il paese e le sue fondamenta
Caloveto ha bisogno di essere rafforzato nelle sue fondamenta. Sia nelle
fondamenta materiali, sia in quelle spirituali e sociali. Le fondamenta materiali sono quelle date
dal terreno su cui il paese poggia e
che va tenuto sotto controllo; sono le
case che vanno messe in sicurezza contro il rischio sismico; sono le capacità produttive che vanno sostenute
e incentivate. Le fondamenta sociali e
spirituali sono quelle che passano dalle esperienze di condivisione e dalle esperienze di crescita di cui
hanno bisogno soprattutto i ragazzi e i
giovani. Personalmente, ad esempio, credo sia fondamentale impegnarsi
affinché a Caloveto torni a formarsi una banda
musicale; e impegnarsi in generale affinché i giovani, gli adolescenti,
possano essere meno dispersi di come sono ora e possano anzi essere
protagonisti di una ritrovata voglia di stare insieme in maniera costruttiva. Di
queste iniziative, in ogni caso, abbiamo già parlato nei nostri interventi
precedenti e non è il caso di fermarcisi oltre.
§ 4. Il paese nuovo e la lista per realizzarlo
Ecco quindi le due cose di cui
dicevo: il cambiamento che abbiamo già prodotto, e quello che vorremmo produrre
andando ad amministrare. Vogliamo che la serenità
prenda il posto della paura; vogliamo che la voglia di fare prenda il posto dello scoraggiamento; vogliamo che
le belle idee da realizzare prendano
il posto delle brutte parole che siamo abituati a rivolgerci. Soprattutto — ed
è forse la ragione principale del nostro impegno — vogliamo che Caloveto si
liberi di coloro che la governano con l’arroganza.
Lo spirito con cui abbiamo costruito questa lista è questo, non un
altro. Abbiamo costruito su quello che
ci unisce e non su quello che ci divide. L’argomento della nostra divisione,
tra i socialisti da una parte e CambiaCaloveto dall’altra, è stato molto
battuto in questa campagna elettorale. Evidentemente i nostri avversari non ne
avevano di migliori. Ma forse non sono
a conoscenza del fatto che è da quando il gruppo di CambiaCaloveto è
nato che io dialogo con Scipione e con gli altri ragazzi. Ho un’intera
corrispondenza con loro, che posso pubblicare quando volete. Non so se tutti
possono pubblicare i documenti dei loro
accordi elettorali, o magari pubblicare i documenti dei loro disaccordi
precedenti!
Nella mia corrispondenza coi
socialisti si parla di idee e di sentimenti,
non di posti da spartire, come forse si fa in corrispondenze che hanno dato
vita ad altre liste. Se l’accordo
elettorale si è concluso tardi è solo perché la situazione di Caloveto è
quella che dicevo poc’anzi, e magari perché c’era qualche guastatore che seminava
zizzania.
Ma che questa sia una lista basata sulle
idee e sulle persone che le vogliono realizzare lo si capisce dal fatto che
noi, unici tra le liste in competizione, non
abbiamo dovuto pregare nessuno per farlo candidare. Anzi, siamo stati costretti
a lasciare fuori persone che avrebbero dato un contributo eccezionale: parlo di
Caterina, di Francesco, di Giovanni. Tutte persone che certamente ci daranno
una grande mano quando andremo ad amministrare. Non so se anche le altre liste
possono dire altrettanto. Da quanto si dice in giro, sono stati costretti
piuttosto a pregare o a imporre a qualcuno di candidarsi.
Idee e persone, le nostre, che hanno
trovato in Scipione il candidato ideale:
perché è da sempre espressione di impegno, di capacità di fare gruppo, di
rispetto delle opinioni. Non è facile infatti fare il leader di un gruppo in
cui tutti hanno le loro idee e le vogliono anche esprimere. Solo chi non è
abituato a discutere scambia le discussioni per litigi.
§ 5. Un paese aperto e non chiuso
Ma ai candidati della lista n. 2 viene
imputato un altro grande difetto. “Alcuni
sono forestieri”, dice qualcuno, “non abitano a Caloveto. Non li votate perché
poi non li vedrete più”. E invece io dico: votateli
proprio perché finalmente questi ragazzi daranno a Caloveto quell’aria nuova che serve per salvarlo, per
farlo uscire dalla chiusura che lo
sta facendo morire. Questi ragazzi, proprio per le esperienze che hanno accumulato, possono portare e realizzare le idee giuste per un paese che ha bisogno
di rinnovarsi se non vuole, tra pochi anni, chiudere i battenti. Perché è proprio
l’isolamento che bisogna battere:
bisogna vincerlo con una adeguata attenzione al sistema dei trasporti, facendo rete con i comuni di tutta la val Trionto,
ma bisogna vincerlo innanzi tutto con le
idee, le iniziative, le buone pratiche. Questi ragazzi si sobbarcheranno la
fatica di coniugare l’assolvimento dei loro impegni fuori Caloveto con la
presenza in paese, e io sono certo che essi
potranno fare molto di più in questo modo, che non stando sempre fermi
seduti su un muretto della piazza.
§ 6. Due anime
Vedete, le persone attribuiscono agli altri quelli che sono i loro difetti.
Se qualcuno vi propone di vendere il vostro voto è perché lui è il primo ad
essere disposto a venderlo. Ma io sono convinto che le persone siano molto
migliori di quanto non pensiamo e diciamo.
Si tratta di creare le condizioni affinché possano esprimere la loro parte
buona, anziché quella cattiva.
Ora la scelta tocca a voi. Per un attimo, non pensate alle persone.
Pensate a quale parte della vostra anima
stanno parlando le varie liste. Se stanno parlando a quella che vola alto e
che vi spinge a sognare, quella che vuole raggiungere risultati che oggi
ritenete impossibili, oppure se parlano alla parte che vi trascina verso il
basso e ragiona ‘in piccolo’, quella che si accontenta di vivacchiare, quella
che si accontenta del rancore e della vendetta, quella che si accontenta dei piccoli
favori. Quella, soprattutto, che è abituata ad ascoltare la voce dell’arroganza
e dell’oppressione.
Badate bene: sarà una scelta che non riguarda solo i prossimi cinque anni. Perché certe
strade, se non le imbocchi subito, rischi di non poterle imboccare più. Non
pensate quindi che, siccome ora dovete votare la persona a cui avete ormai
promesso il voto, allora “sarà per un’altra volta”. Forse questa possibilità
non si ripresenterà più. Il futuro non è domani ma è adesso. Ed è un futuro che deciderete voi domenica 26
maggio.
La lista PSI-CambiaCaloveto incarna
al meglio la voglia di cambiamento che la maggior parte di voi sta manifestando. Non date retta alla voce degli arroganti. La loro violenza è pari agli interessi che devono difendere. Liberate quella parte della vostra anima
che vi vuole portare in alto, e datele ascolto.

