sabato 25 maggio 2019

L’anima del paese, tra politica e arroganza


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Intervento in Piazza dei Caduti
24 maggio 2019

§ 1. Una campagna positiva

Il mio intervento conclusivo ha come scopo quello di far riflettere i nostri compaesani su due cose che sono fondamentali e che sono emerse in queste settimane di campagna elettorale. La prima ha a che fare proprio con la campagna elettorale, la seconda ha a che fare con ciò che succederà dopo le elezioni.
Io credo che questa campagna elettorale abbia già prodotto molte cose positive. Qualcuno si è lamentato dei litigi, delle accese discussioni. Personalmente trovo che si siano fatti dei passi avanti enormi rispetto al recente passato. Si è discusso di quello che si è fatto, del come lo si è fatto, di quello che si farà. Questa è politica, non litigio. E si è discusso non solo tra i candidati, ma anche tra gli elettori. C’è stata grande partecipazione, e questo è un altro risultato positivo. In particolare, voglio ringraziare i tanti giovani che si sono fermati in piazza ad ascoltarci: è un atto di grande maturità e responsabilità, che fa ben sperare. Non ho mai dato credito alle voci di chi dice che i giovani “sono sempre peggio” e che in particolare non sono interessati alla politica. Forse, se dimostrano di essere disinteressati è perché la politica ha mostrato il suo volto peggiore e soprattutto perché non si è interessata di loro.
L’altra cosa che la campagna elettorale ci dice è che Caloveto è già cambiato, non è più quello di prima. Non è più, ad esempio un paese dove l’amministrazione può fare quello che vuole. Già la presenza delle tre liste è testimonianza di un impegno assunto da molte persone, che sono certo sarà continuato anche in futuro, anche per controllare l’operato dell’amministrazione. Ma soprattutto, Caloveto è già cambiato perché durante questo periodo sono emerse molte di quelle energie positive alle quali ho fatto riferimento nel mio primo comizio. Ho parlato con molte persone in questo periodo, anche sostenitrici di liste diverse dalla mia, e sono certo che lavoreremo insieme per dare prospettive al nostro paese, da dentro o da fuori l’amministrazione.
Le speranze che sono nate in questi giorni non si lasceranno spegnere facilmente.


§ 2. La speranza

Ecco: il nostro impegno è quello di non lasciar morire queste speranze, e anzi di farle diventare realtà quando saremo dentro l’amministrazione. Perché il nostro impegno principale riguarda proprio questo: costruire un paese sulla speranza, e non sulla rassegnazione, sulla fiducia e sulla cooperazione e non sulla paura.
Lo scambio di opinioni che abbiamo avuto io e il sindaco Mazza sul tema della sicurezza è molto di più che una polemica elettorale e va molto al di là delle beghe sui poliziotti con la pistola (accusa peraltro che io non gli avevo rivolto, ma si tratta di uno dei tanti fraintendimenti di questa campagna). C’è dietro una visione opposta del paese e dei suoi fondamenti. Certo che ci interessa la sicurezza che i cittadini devono sentire; certo che c’è da garantire la vigilanza. E su questo ci impegneremo, anche se siamo convinti che la questione dei vigili urbani non sia così importante da richiedere di concentrarci tutta la politica di Caloveto. Ma per noi la sicurezza deriva innanzi tutto dai legami tra le persone, dai loro rapporti di buon vicinato, dalla loro volontà di cooperazione.
E sappiamo bene che la situazione è molto complicata da questo punto di vista. Quando ho avviato l’avventura di Cambia Caloveto, esattamente un anno fa, partivo dalla constatazione che nel nostro paese si riesce a mettere d’accordo due persone, ma non tre. E ne abbiamo avuto la prova nella formazione delle liste. È stato tutto molto difficile perché, lo sapete bene, a Caloveto ci sono molte inimicizie incrociate. Bene, io posso dire che questa è una sfida che in parte abbiamo già cominciato a vincere, ma soprattutto che è la sfida che vogliamo affrontare e vincere per il futuro. Tutto il nostro operare, sul piano delle iniziative economiche e sociali, avrà come obiettivo la ricostruzione del tessuto sociale. Perché una comunità così drammaticamente divisa è una comunità che è già morta e che non può offrire ai suoi figli nulla di positivo.


§ 3. Il paese e le sue fondamenta

Caloveto ha bisogno di essere rafforzato nelle sue fondamenta. Sia nelle fondamenta materiali, sia in quelle spirituali e sociali. Le fondamenta materiali sono quelle date dal terreno su cui il paese poggia e che va tenuto sotto controllo; sono le case che vanno messe in sicurezza contro il rischio sismico; sono le capacità produttive che vanno sostenute e incentivate. Le fondamenta sociali e spirituali sono quelle che passano dalle esperienze di condivisione e dalle esperienze di crescita di cui hanno bisogno soprattutto i ragazzi e i giovani. Personalmente, ad esempio, credo sia fondamentale impegnarsi affinché a Caloveto torni a formarsi una banda musicale; e impegnarsi in generale affinché i giovani, gli adolescenti, possano essere meno dispersi di come sono ora e possano anzi essere protagonisti di una ritrovata voglia di stare insieme in maniera costruttiva. Di queste iniziative, in ogni caso, abbiamo già parlato nei nostri interventi precedenti e non è il caso di fermarcisi oltre.


§ 4. Il paese nuovo e la lista per realizzarlo

Ecco quindi le due cose di cui dicevo: il cambiamento che abbiamo già prodotto, e quello che vorremmo produrre andando ad amministrare. Vogliamo che la serenità prenda il posto della paura; vogliamo che la voglia di fare prenda il posto dello scoraggiamento; vogliamo che le belle idee da realizzare prendano il posto delle brutte parole che siamo abituati a rivolgerci. Soprattutto — ed è forse la ragione principale del nostro impegno — vogliamo che Caloveto si liberi di coloro che la governano con l’arroganza.
Lo spirito con cui abbiamo costruito questa lista è questo, non un altro. Abbiamo costruito su quello che ci unisce e non su quello che ci divide. L’argomento della nostra divisione, tra i socialisti da una parte e CambiaCaloveto dall’altra, è stato molto battuto in questa campagna elettorale. Evidentemente i nostri avversari non ne avevano di migliori. Ma forse non sono a conoscenza del fatto che è da quando il gruppo di CambiaCaloveto è nato che io dialogo con Scipione e con gli altri ragazzi. Ho un’intera corrispondenza con loro, che posso pubblicare quando volete. Non so se tutti possono pubblicare i documenti dei loro accordi elettorali, o magari pubblicare i documenti dei loro disaccordi precedenti!
Nella mia corrispondenza coi socialisti si parla di idee e di sentimenti, non di posti da spartire, come forse si fa in corrispondenze che hanno dato vita ad altre liste. Se l’accordo elettorale si è concluso tardi è solo perché la situazione di Caloveto è quella che dicevo poc’anzi, e magari perché c’era qualche guastatore che seminava zizzania.
Ma che questa sia una lista basata sulle idee e sulle persone che le vogliono realizzare lo si capisce dal fatto che noi, unici tra le liste in competizione, non abbiamo dovuto pregare nessuno per farlo candidare. Anzi, siamo stati costretti a lasciare fuori persone che avrebbero dato un contributo eccezionale: parlo di Caterina, di Francesco, di Giovanni. Tutte persone che certamente ci daranno una grande mano quando andremo ad amministrare. Non so se anche le altre liste possono dire altrettanto. Da quanto si dice in giro, sono stati costretti piuttosto a pregare o a imporre a qualcuno di candidarsi.
Idee e persone, le nostre, che hanno trovato in Scipione il candidato ideale: perché è da sempre espressione di impegno, di capacità di fare gruppo, di rispetto delle opinioni. Non è facile infatti fare il leader di un gruppo in cui tutti hanno le loro idee e le vogliono anche esprimere. Solo chi non è abituato a discutere scambia le discussioni per litigi.


§ 5. Un paese aperto e non chiuso

Ma ai candidati della lista n. 2 viene imputato un altro grande difetto. “Alcuni sono forestieri”, dice qualcuno, “non abitano a Caloveto. Non li votate perché poi non li vedrete più”. E invece io dico: votateli proprio perché finalmente questi ragazzi daranno a Caloveto quell’aria nuova che serve per salvarlo, per farlo uscire dalla chiusura che lo sta facendo morire. Questi ragazzi, proprio per le esperienze che hanno accumulato, possono portare e realizzare le idee giuste per un paese che ha bisogno di rinnovarsi se non vuole, tra pochi anni, chiudere i battenti. Perché è proprio l’isolamento che bisogna battere: bisogna vincerlo con una adeguata attenzione al sistema dei trasporti, facendo rete con i comuni di tutta la val Trionto, ma bisogna vincerlo innanzi tutto con le idee, le iniziative, le buone pratiche. Questi ragazzi si sobbarcheranno la fatica di coniugare l’assolvimento dei loro impegni fuori Caloveto con la presenza in paese, e io sono certo che essi potranno fare molto di più in questo modo, che non stando sempre fermi seduti su un muretto della piazza.


§ 6. Due anime

Vedete, le persone attribuiscono agli altri quelli che sono i loro difetti. Se qualcuno vi propone di vendere il vostro voto è perché lui è il primo ad essere disposto a venderlo. Ma io sono convinto che le persone siano molto migliori di quanto non pensiamo e diciamo. Si tratta di creare le condizioni affinché possano esprimere la loro parte buona, anziché quella cattiva.
Ora la scelta tocca a voi. Per un attimo, non pensate alle persone. Pensate a quale parte della vostra anima stanno parlando le varie liste. Se stanno parlando a quella che vola alto e che vi spinge a sognare, quella che vuole raggiungere risultati che oggi ritenete impossibili, oppure se parlano alla parte che vi trascina verso il basso e ragiona ‘in piccolo’, quella che si accontenta di vivacchiare, quella che si accontenta del rancore e della vendetta, quella che si accontenta dei piccoli favori. Quella, soprattutto, che è abituata ad ascoltare la voce dell’arroganza e dell’oppressione.
Badate bene: sarà una scelta che non riguarda solo i prossimi cinque anni. Perché certe strade, se non le imbocchi subito, rischi di non poterle imboccare più. Non pensate quindi che, siccome ora dovete votare la persona a cui avete ormai promesso il voto, allora “sarà per un’altra volta”. Forse questa possibilità non si ripresenterà più. Il futuro non è domani ma è adesso. Ed è un futuro che deciderete voi domenica 26 maggio.
La lista PSI-CambiaCaloveto incarna al meglio la voglia di cambiamento che la maggior parte di voi sta manifestando. Non date retta alla voce degli arroganti. La loro violenza è pari agli interessi che devono difendere. Liberate quella parte della vostra anima che vi vuole portare in alto, e datele ascolto. 

Tommaso Greco

Il video del comizio



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